Santa Brigida da Svezia, da moglie e madre di 8 figli a suora e santa patrona d’Europa.

Santa Brigida di Svezia, al secolo Brigida Birgersdotter (Finsta, 1303 – Roma, 23 luglio 1373), è stata moglie e madre di 8 figli prima e (dopo la morte del marito)  suora e fondatrice dell’Ordine del Santissimo Salvatore; ebbe numerose esperienze mistiche riportati per iscritto in 8 volumi, tra le quali le rivelazioni di Gesù e Maria Santissima e di altri santi e fu proclamata santa da papa Bonifacio IX nel 1391.



Il 1º ottobre 1999 è stata proclamata compatrona d’Europa (dal santo Papa Giovanni Paolo II)  insieme a santa Caterina da Siena e santa Teresa Benedetta della Croce. La festa liturgica di Santa Brigida di Svezia ricorre nel giorno della sua nascita al Cielo, il 23 Luglio.

Da fedele laica, Santa Brigida, prima di diventare suora, fu moglie di Ulf Gudmarsson, Lagman a Närke e col quale ebbe nel suo felice matrimonio 8 figli.  La secondogenita, Caterina (Caterina di Svezia, al secolo Katarina Ulfsdotter, 1331 circa – Vadstena, 24 marzo 1381) salì come la madre sugli onori degli Altari, e venne proclamata santa da Papa Innocenzo VIII (nel 1484) . Santa Brigida rimase vedova nel 1344.

Insieme al marito, il nobile Ulf Gudmarsson, Santa Brigida studiò la Sacra Scrittura, fondò un piccolo ospedale e assistette i poveri. Sia lei che il marito divennero terziari francescani.  Fu anche richiesto il suo servizio alla corte di Stoccolma,visto le sue doti pedagogiche.

Dopo la morte del marito, Brigida nel 1349, si stabilì a Roma.
Visitò molti luoghi italiani, maggiormente quelle dove si trovavano reliquie di santi, come Milano, Pavia, Assisi, Bari, Ortona, Benevento, Arielli, Pozzuoli, Napoli, Salerno, Amalfi e il santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano. Il suo ultimo pellegrinaggio lo fece in Terra Santa, tra il 1371 e il 1372.

A Gerusalemme si ammalò e tornata a Roma, morì il 23 luglio 1373, assistita dalla figlia Caterina alla quale aveva affidato l’Ordine del Santissimo Salvatore. Fu sepolta inizialmente nella chiesa di San Lorenzo in Damaso, poi venne trasferita nel monastero svedese di Vadstena, mentre alcune reliquie sono conservate a Roma, nelle chiese di San Lorenzo in Panisperna e di San Martino ai Monti.